venerdì 26 novembre 2010

Un decimo di secondo: un lampo nel quale osservare l’antimateria

L’antimateria, oscura e affascinante, oggetto di studio e di numerosi libri di fantascienza è stata prodotta e studiata per qualche frazione di secondo dai ricercatori del Cern di Ginevra. Un decimo di secondo che separa vita e morte dell’atomo di antiidrogeno, una copia speculare di quello dell’elemento più abbondante nell'universo ma con cariche invertite. Gli atomi di antiidrogeno creati nell’esperimento ALPHA, sono stati raffreddati a temperature vicine allo zero assoluto, -272°K, e spinti da un campo magnetico al centro del collider. Trentotto delle migliaia di particelle di antimateria prodotte hanno resistito per un tempo degno di nota su scala microscopica: 1,7 decimi di secondo. Un record. Mai finora era stato possibile intrappolare l’antimateria per un periodo così lungo. Sembra che i segreti del nostro universo dal Big Bang ad oggi stiano per essere svelati: come mai la materia ha prevalso sull’antimateria? In che modo la condiziona? Materia e antimateria hanno le stesse proprietà? La parola ai ricercatori, noi attendiamo fiduciosi...

martedì 26 ottobre 2010

lunedì 11 ottobre 2010

Un nobel per la fisica ... da due euro

5 Ottobre 2010.
E’ per due giovani professori dell’Università di Manchester l’ambito premio da Stoccolma: Andre Geim, 51 anni e Konstantin Novoselov, 36. Solo sei anni prima hanno prodotto in laboratorio, dalla grafite, un rivoluzionario composto costituito da atomi di carbonio disposti in una struttura ad alveare, il grafene. Piccola, piccolissima molecola dalle incredibili proprietà: altissima conducibilità elettrica ed elevatissima resistenza, circa 100 volte più dell’acciaio. Tutte caratteristiche appetibili che rendono il grafene oggetto di studio per una prossima applicazione alle nanotecnologie al posto del silicio. Touch screen più robusti e trasparenti, processori un migliaio di volte più veloci di quelli attuali, celle fotovoltaiche ad alta efficienza, sono solo alcune delle ammiccanti promesse di questo preziosissimo composto. E pensare che per isolare il materiale sono state utilizzate modestissime risorse, solo due euro. Incredibile.

venerdì 1 ottobre 2010

Dal Perù un pinguino gigante

Alto al massimo 90 cm, avvolto nel suo caratteristico smoking, ecco come ci appare oggi uno dei più teneri e goffi pennuti che popolano l’emisfero australe: il pinguino. Ma circa quaranta milioni di anni fa questo uccello ci sarebbe apparso diverso: alto più di un metro e mezzo e dal piumaggio grigio, marrone o rossastro. La scoperta arriva dalla University of Texas ed è stata avvalorata dal ritrovamento, nella Reserva Nacional de Paracas, del primo fossile di pinguino gigante appartenente alla specie Inkayacu paracasensis. Pedro (nome scelto dai ricercatori per il reperto) presentava sul corpo ancora resti di piume e squame. Questo ha permesso agli studiosi di avere le idee più chiare sulla loro antica fisionomia. “Prima di Pedro non avevamo informazioni sul colore o sulla forma del piumaggio dei pinguini estinti” ha affermato la paleontologa Julia Clarke, della University of Texas. Proprio da un confronto tra i melanosomi (granuli responsabili del colore e della forma del piumaggio) del pinguino fossile e dei pinguini odierni è stato possibile dedurre la diversità nel colore delle piume. Il simpatico pinguino è quindi il risultato di una lunga evoluzione per adattarsi meglio all’ambiente. Chissà se il suo antenato avrebbe riscosso altrettanto successo tra grandi e piccini...

mercoledì 15 settembre 2010

domenica 25 ottobre 2009

Riparte l' LHC

Un anno dopo ecco che riparte il progetto dell’LHC. Messo in pausa forzata da una fuga di elio, il gigante è ritornato a lavoro, sempre con lo stesso obiettivo ambizioso: scovare il bosone di Higgs, a tutti ormai noto come “particella di Dio”. La scoperta è di quelle da titolo in prima pagina e non solo nelle riviste scientifiche. Il bosone di Higgs, infatti, è l’unica particella del modello standard a non essere mai stata osservata sperimentalmente ma che gioca un ruolo fondamentale all’interno del modello: interagendo con le particelle elementari (leptoni, quark), sarebbe il responsabile della loro massa. In questi giorni è stata completata la fase di raffreddamento del collider: i circa 3000 magneti superconduttori e le componenti criogeniche si trovano alla temperatura di 1,9 K, valore necessario per far scorrere facilmente fino a 13000 ampère di corrente. Siamo ancora in una fase iniziale: bisognerà attendere il 2012 per i risultati dell’esperimento e tutti speriamo, dati gli ultimi spauracchi circa una fine del mondo nella stessa data...di esserci!

giovedì 22 ottobre 2009

La diagnosi precoce ci salva veramente la vita?

È la domanda che ci poniamo alla luce delle notizie provenienti dall’American Cancer Society, agenzia della salute Americana. Nella diagnosi precoce di forme tumorali più comuni come quelle al seno e alla prostata sembrerebbe che i test di screening siano efficaci nei tumori al primo stadio, potenzialmente non mortali, che non necessiterebbero di essere diagnosticati e curati. Di contro, risulterebbero carenti nelle diagnosi di forme tumorali più aggressive e letali che si espandono troppo rapidamente per essere individuate. Per Laura Esserman, ricercatrice dell’University of California e membro della American Cancer Society, il focus del problema risiede nell’incapacità di selezionare i pazienti che necessitano di cure da quelli che non hanno un effettivo bisogno. Secondo la ricercatrice, bisognerebbe lavorare per migliorare la diagnosi precoce: sì ai test, ma che siano più accurati e precisi in modo da “identificare gli uomini e le donne a rischio delle forme più aggressive di cancro, direttamente dalle prime diagnosi". In questo modo si potrebbero trattare efficacemente solo i pazienti con reale necessità con conseguente risparmio di denaro per loro e per il sistema sanitario.